Pubblico sessione energia
16 Febbraio 2024

Caro energia: il primo Rapporto nazionale sul consumo energetico e idrico degli impianti natatori

A ForumPiscine presentato il primo rapporto realizzato in collaborazione con Fire e Congepi per ottimizzare
consumi energetici e idrici. Un primo passo per un impegno concreto verso un futuro degli impianti natatori
più efficiente e sostenibile.


Bologna, 14 febbraio – La questione energetica riveste un'importanza cruciale per chi si occupa di impianti
acquatici, e ForumPiscine ne ha fatto uno dei principali pilastri della propria attività, instaurando
collaborazioni attive con enti ed esperti autorevoli, coinvolgendo istituzioni e rappresentanti del Governo.


In questo scenario è stato presentato il primo Rapporto nazionale sui consumi energetici e idrici degli impianti
natatori, realizzato in collaborazione con FIRE, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, e
con CoNGePi, Confederazione Nazionale Gestori Piscine, entrambe partner di ForumPiscine.


A ForumPiscine sono stati illustrati i risultati dell'indagine condotta negli ultimi mesi del 2023 sulla rete
nazionale dei gestori delle piscine pubbliche affiliati a CoNGePi: una fotografia attuale della situazione, risorsa
preziosa per gestori e decision maker al fine di orientare valutazioni e scelte impiantistiche e sviluppare
adeguate misure di supporto. In una fase successiva, attraverso la collaborazione con altre associazioni di
settore, il monitoraggio si estenderà a diverse tipologie di spazi acquatici aperti al pubblico.


Un’indagine unica nel settore, i cui risultati – elaborati sulla base di consumi reali di impianti acquatici a uso
pubblico – sono stati commentati nell’incontro che si è tenuto questa mattina, in cui si sono confrontati, con
la moderazione di Marco Sublimi, consulente per la gestione impianti natatori pubblici e privati e membro
del Comitato Scientifico di ForumPiscine, Dario Di Santo, direttore di FIRE, Federazione Italiana per l’uso
Razionale dell’Energia, e Luca Bosi, presidente CoNGePi, Confederazione Nazionale Gestori Piscine e un
rappresentante di Giacomo Loscalzo, Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, sul tema delle Comunità
Energetiche e possibilità applicative per le piscine.


L’indagine evidenzia come ci sia ampio margine per sviluppare interventi volti a migliorare l'efficienza dal
punto di vista energetico e idrico (per molte soluzioni possibili il tasso di adozione è nell’ordine del 7% e al
massimo arriva al 20%): il 54% dei rispondenti ha dichiarato di aver effettuato una diagnosi energetica e il
44% ha in programma degli interventi nei prossimi due anni.


Le possibili azioni riguardano diversi ambiti, tra cui, gli involucri, le vasche, il recupero dell’acqua, i
recuperatori di calore, le unità di trattamento aria, le pompe e la generazione da fonti rinnovabili o
cogenerativa. Diverse opportunità importanti derivano dall’abbracciare soluzioni legate alla digitalizzazione
e all’automazione; infatti, solo il 12% dei gestori ha attualmente un sistema di monitoraggio. È significativo
notare che molti di questi interventi, oltre a generare risparmi economici, consentirebbero di migliorare sia
l’esperienza di gestione, sia l’esperienza degli utenti.


L'impatto della crisi dei prezzi energetici, unitamente alla riduzione dei ricavi legata alla pandemia, ha avuto
pesanti conseguenze per tutti i gestori, sia in termini di redditività, sia di indebitamento. Solo una minoranza
ha dichiarato di aver ottenuto contributi straordinari o di aver potuto rivedere i contratti di concessione con
gli enti proprietari.

Emerge con chiarezza la necessità di introdurre strumenti di sostegno non solo economico, ma anche
finanziario per facilitare la realizzazione degli interventi possibili. La crisi ha infatti limitato la possibilità di
accedere al credito per molti gestori. Secondo molti degli intervistati, le concessioni, inoltre, dovrebbero
essere pensate per promuovere gli interventi iniziali di efficientamento energetico e uso razionale dell'acqua,
come pure per prevedere la gestione adeguata di situazioni di crisi, come quelle verificatesi di recente,
nell'interesse di proprietari, gestori e utenti.


Dati e considerazioni che evidenziano come ci siano zone grigie di vulnerabilità determinate dallo stato delle
infrastrutture sportive, caratterizzato da problemi di manutenzione e conservazione e dalla disomogenea
distribuzione territoriale. Il 44% degli impianti (fonte: Rapporto Sport 2023) è stato realizzato negli anni
Settanta e Ottanta e in gran parte è inefficiente in termini di sostenibilità economica e ambientale. La
pandemia, con la successiva crisi energetica, ha avuto pesanti ripercussioni sull’equilibrio finanziario di molte
strutture sportive, fortemente penalizzate dall’aumento delle bollette di elettricità e gas che sono arrivate a
incidere fino al 45% dei costi fissi totali.
Oggi la vera sfida è rendere più efficiente la rete delle infrastrutture, favorendo la transizione verde e digitale
degli impianti e assegnando priorità d’intervento al Mezzogiorno, nel quale è presente solo il 26% degli
impianti nazionali. Riqualificare e potenziare il patrimonio edilizio sportivo significherebbe migliorare la
fruizione degli impianti e, contestualmente, combattere il tasso di sedentarietà (più di 38 milioni di italiani
non pratica sport, solo un quarto della popolazione lo fa in modo continuativo). È necessaria un’azione di
sistema per la costruzione di una cultura dello sport, attraverso politiche multisettoriali in un’ottica sinergica
tra pubblico e privato.

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