Expo and International Congress for Fitness, Welness & Aquatic Clubs Fiera di Bologna 24-25-26 Febbraio 2011

Disponibili nella sezione WebTv le interviste, realizzate dalla redazione della rivista Piscine Oggi, al congresso del ForumPiscine 2010
Sono disponibili nella sezione WebTv le interviste realizzate dalla redazione della rivista Piscine Oggi nel corso del congresso ForumPiscine 2010:
Video intervista a Laura Bano
Video intervista a Massimo Tammaro
Video intervista a Lionello Ambrosi e Lucia Colitti
Video intervista a Francesco Capoccia
Video intervista a Alberto Apostoli

Sono disponibili nella sezione WebTv le interviste realizzate dalla redazione della rivista Piscine Oggi nel corso del congresso ForumPiscine 2010:
Video intervista a Laura Bano
Video intervista a Massimo Tammaro
Video intervista a Lionello Ambrosi e Lucia Colitti
Video intervista a Francesco Capoccia
Video intervista a Alberto Apostoli

Intervista a Bernard Weyres Borchert , che nel corso di ForumPiscine 2010, presenterà in anteprima nazionale linnovativo progetto Solpool, di cui è coordinatore e promotore a livello europeo, nella sessione " Il progetto Solpool: limpiego dellenergia solare nelle piscine allaperto "
Il progetto europeo Solpool è nato per promuovere luso di sistemi solari termici per il riscaldamento delle piscine pubbliche. Può spiegarci, in breve, la genesi del progetto?
Il progetto nasce dalla considerazione che il riscaldamento dellacqua nelle piscine allaperto è una delle applicazioni migliori per lutilizzo di sistemi ad energia solare. Nelle piscine allaperto è dunque possibile innalzare la temperatura dellacqua di qualche grado sfruttando solo lenergia del sole. Monitorando i risultati di piscine pubbliche nelle quali sono stati installati impianti solari, sono emersi alcuni considerevoli vantaggi.
Quali in particolare?
Lutilizzo di sistemi ad energia solare comportano una serie di vantaggi concreti, tra i quali la possibilità di estendere la stagione turistica in quelle strutture ricettive dotate di piscina allaperto, risparmiare energia grazie allutilizzo di sistemi solari ad alta efficienza e, non meno importante, contribuire in maniera attiva alla salvaguardia ambientale. Il progetto Solpool si è concluso con la redazione di un utile strumento al servizio dei gestori di piscina e degli operatori del settore.
Di cosa si tratta e quale contributo offre?
Lo strumento messo a punto a seguito del progetto è lImpact Advisor, un documento di facile consultazione che raccoglie linee guida per calcolare con semplicità i parametri più importanti, come la superficie necessaria per installare limpianto, il risparmio energetico che è possibile ottenere, i costi di investimento e il relativo periodo di ritorno.
Sono previste ulteriori iniziative per promuovere lenergia solare in piscina?
Il DGS (Associazione internazionale per luso dellenergia solare) continuerà a promuovere luso dellenergia solare e supportare gli operatori che richiedono maggiori informazioni e materiali. Siamo inoltre in attesa di nuovi finanziamenti per avviare un follow up del progetto Solpool.

Intervista a Luciano Travaglia , che interverrà al Congresso dell'edizione 2010 di ForumPiscine nel percorso " Aquaitic Management " nella sessione " Gestione manageriale e innovativa degli impianti sportivi "
Ing. Travaglia, il suo intervento sarà dedicato alla gestione manageriale e innovativa degli impianti sportivi. Può indicarci quali sono, a suo avviso, i criteri imprescindibili perché una gestione, in questo ambito, possa essere definita eccellente?
Se al termine gestione diamo il suo reale significato, ossia l'insieme delle azioni che l'azienda pone in essere per perseguire i suoi obiettivi, risulta evidente chiedersi, innanzitutto, qual è la mission di unorganizzazione che gestisce gli impianti sportivi. Personalmente ritengo, poiché si tratta di erogare un servizio pubblico, che lobiettivo principale sia il raggiungimento della soddisfazione del cliente sia nei suoi aspetti tangibili che intangibili.
Pertanto, una gestione eccellente non può prescindere dallimplementare un processo di managerializzazione, ossia tradurre i principi e le tecniche (hard e soft) maturate nel settore privato, tese ad ottimizzare lallocazione delle risorse e massimizzarle.
Concetti quali efficacia (indicatore della mission), efficienza, produttività, sviluppo delle risorse umane, partecipazione, integrazione, cultura della prevenzione, del controllo e della misurazione (argomentare con dati e fatti) devono essere le linee guida alle quali lattività aziendale si deve orientare.
Lei ha maturato una lunga esperienza manageriale nella gestione di aziende in svariati settori produttivi, non necessariamente legati al mondo sportivo. Nello svolgimento del suo attuale incarico, cosa ha mutuato dalle precedenti esperienze manageriali e cosa, invece, ha richiesto un approccio totalmente differente?
Innanzitutto è indispensabile cogliere le differenze e le specificità, legate al mercato - contesto, tra le due esperienze. Lerogazione di un servizio pubblico, come la gestione degli impianti sportivi, ha una precisa caratteristica, ossia che la qualità del servizio viene percepita e valutata dal cliente contemporaneamente a come viene prodotta. Mi spiego meglio, in unazienda manifatturiera esiste il controllo di processo e il controllo finale (anche se sempre meno usato a favore del primo), che consentono di segregare le non conformità e quindi di garantire al cliente un prodotto di qualità.
Nei servizi, soprattutto quelli erogati alla persona, la qualità erogata dal personale viene immediatamente valutata dal cliente in quanto non esiste la possibilità di cambiare un comportamento o atteggiamento irrispettoso. Questo mette in evidenza che le relazioni umane tra fornitore e cliente del servizio sono fondamentali e di conseguenza la qualità degli addetti alla produzione del servizio stesso. Molti principi delle mie esperienze precedenti sono stati adottati, con specifici e opportuni adeguamenti, in questa mia attuale esperienza ciò che invece ha richiesto un approccio differente è stato il controllo di gestione. Infatti, il controllo svolto (inteso non come attività ispettiva, ma come strumento utile alle decisioni aziendali) si è incentrato prioritariamente sulla qualità del servizio erogato e soltanto successivamente si è passati all'analisi dei costi e dei ricavi.
Tale necessità discende dal fatto che il soggetto che eroga un servizio pubblico, lo eroga con la finalità primaria di soddisfare le esigenze del cittadino-cliente, pertanto non può essere il costo del servizio lunico elemento da analizzare. Questa, a mio parere, è la sostanziale differenza tra il privato e il pubblico, differenza che non può essere eliminata se non con la soppressione dell'Istituzione o del concetto di servizio pubblico.
Rimanendo nellambito della gestione di impianti sportivi, quali ritiene siano i punti di criticità che maggiormente riscontra nella sua esperienza quotidiana?
Per poter essere esaustivo, ritengo doveroso fare una precisazione che parecchie criticità che ho incontrato allavvio di questa mia esperienza sono con il tempo migliorate. La mia attività quotidiana è un susseguirsi di relazioni con gli stakeholder dellazienda (clienti, cittadini singoli o associazioni sportive, dipendenti aziendali e istituzioni) e di attività tecniche (piano di manutenzione, azioni di miglioramento, investimenti ). Lattività più difficile, ed entusiasmante al tempo stesso, è quella che riguarda le relazioni umane ed è in tale area che desidero evidenziare le criticità.
Per quanto riguarda i clienti è da sottolineare che, come ben evidenziato anche dalle nostre rilevazioni di customer satisfaction, siamo in un contesto dove i cittadini sono sempre più esigenti ed esprimono bisogni elevati e chiedono servizi di alta Qualità. Il cliente nel suo processo di valutazione è molto influenzato dalle sue esperienze-abitudini e dalle sue aspettative che, frequentemente, non poggiano su degli standard ma sul fatto che, a suo dire, sono dovute nel servizio pubblico. La percezione del cliente è tutto! Il miglioramento di questa criticità è stato possibile con ladozione della Carta della Qualità del Servizio mediante la quale ci siamo, assumendoci pure dei rischi nel garantire un livello elevato, impegnati a rispettare certi standard: questi rappresentano per il cliente il riferimento per la sua valutazione. Altra criticità è stata il rapporto con lente pubblico (nostro unico azionista).
Non si può negare che buona parte dellopinione pubblica, a torto o a ragione, continua a giudicare la pubblica amministrazione poco disponibile a farsi carico dei problemi e delle esigenze dei cittadini e poco attenta al suo ruolo di servizio pubblico. Per quello che ho potuto verificare, questi colleghi nutrono il disagio derivante dalla paura di dover abbandonare una rassicurante routine fatta di modi e tempi conosciuti e consolidati, per affrontare un indispensabile ed improcastinabile processo di cambiamento che dalla cultura delladempimento, indispensabile ma non esclusiva, richiede di passare alla cultura della responsabilizzazione e del risultato.
Inoltre, si può ancora scorgere anche unentità autoreferenziale che fa si che questi colleghi , nella necessità, si improvvisino conoscitori di tutto. Il miglioramento di tale criticità può essere, e per noi è stato, la chiara distinzione dei ruoli tra cliente e fornitore del servizio pubblico. Nel nostro caso, il Comune, cliente, ha riconosciuto il legittimo compito di indirizzo e controllo mentre a noi, fornitori del servizio, viene riconosciuta la capacità ed autonomia organizzativa nel produrlo: ciò è stato formalizzato nel Contratto di Servizio.

Intervista ad Alberto Apostoli che, in occasione del Congresso di ForumPiscine 2010, interverrà nel percorso "Aquatic Management " tenendo la sessione " Brandesign: come creare un brand di successo nellarea spa".
Il termine Brandesign, associato al comparto del wellness, è di recente utilizzo ma in rapida diffusione. Può spiegarci, brevemente, di cosa si tratta?
Per spiegare il Brandesign nel comparto del wellness, mi piace fare un parallelo con il mondo della moda. Nellambito della moda, ogni brand possiede un proprio filo conduttore che ne determina lo stile. Pensiamo alla leggerezza di Chanel, alla stravaganza di Cavalli o alleleganza e alla sobrietà di Armani.
Anche i brand delle SPA dovrebbero ricercare una loro identità attraverso lidentificazione di uno specifico posizionamento. Ovviamente, deve essere chiaro il profilo del cliente: chi è esattamente, quali sono le sue icone, dove vive e lavora, dove passa il suo tempo libero, musica, arte, film preferiti, cosa mangia, come si veste, cosa legge, ecc, ecc...
Realizzare un brand di design è unoperazione senzaltro complessa: quali abilità sono indispensabili?
Creare un brand di successo di una SPA è estremamente complesso. Richiede un punto di vista sul mercato generale a 360°. E necessario saper utilizzare una creatività poliedrica e avere esperienze in diversi settori merceologici e tematici. Il benessere, infatti, è unesperienza totale, che interessa la persona dal punto di vista fisico, psicologico, culturale, sociale ed emotivo.
Il BranDesigner deve conoscere molto bene il committente, i collaboratori del committente nonché il profilo e la psicologia del cliente finale. Deve avere una vivace creatività targettizzabile, una conoscenza delle differenze fra i diversi settori di mercato, del marketing strategico, deve possedere una capacità di riconoscimento del trend e una conoscenza dei brand di maggiore successo. Il BranDesigner deve inoltre avvalersi di un team multidisciplinare.
Quali caratteristiche denotano un brand di successo e, in particolare, quanto contribuisce un brand di design al successo di una Spa?
Esiste una ricetta per creare un brand di successo? Ovviamente la risposta è no. Il segreto per un Brand di successo risiede probabilmente nell'idea, nel nucleo centrale della sua elaborazione, nella fase preliminare dei lavori. Il segreto del brand è il posizionamento.
Che significa posizionarsi? Significa trovare una precisa collocazione, unesatta nicchia di mercato e diventare gli esperti per quella determinata nicchia e il suo punto di riferimento. Si ha successo nel momento in cui il nostro target prende ispirazione dal brand stesso confondendo ciò che è da ciò che viene detto di essere. Il successo di una SPA può essere anche il suo valore in termini di brand quando i clienti modificano la loro vita quotidiana in funzione della stessa SPA.
Non è utopia, ma una realtà possibile purché la SPA proponga unidea chiara ed unica di benessere totale.

Intervista a Lionello Ambrosi , che parteciperà al Congresso 2010 di ForumPiscine con due interventi di grande attualità: " Rischio chimico in piscina: esperienze europee a confronto " e " Normativa dinamica: aggiornamenti recenti per le piscine ".
Signor Ambrosi, Lei interverrà con una sessione dedicata al rischio chimico in piscina, argomento di continua attualità. Quali sono gli aspetti generali, relativi a questa problematica, di cui tenere conto?
Largomento richiede un approccio oggettivo, che lo consideri in tutti i suoi aspetti. Da un lato la disinfezione in piscina è necessaria per prevenire importanti rischi per la salute dei bagnanti; è altresì vero che, come conseguenza, gli utenti possono venire a contatto con i sottoprodotti della stessa, ma questi aspetti vanno esaminati dal punto di vista scientifico e delle evidenze medico-tossicologiche, senza dimenticare che ha uninfluenza anche il tempo di esposizione, molto variabile tra chi va a nuotare unoretta due volte la settimana e latleta di alto livello.
In questi anni periodicamente si è riproposto sui media un approccio allarmistico e scandalistico, che come tale non sembra trovare conferma nei fatti. Nella sessione metteremo a confronto le esperienze nazionali derivanti dal monitoraggio degli atleti delle squadre nazionali FIN con evidenze rilevate in Germania, Belgio, Olanda, Francia ed Inghilterra.
Si parla spesso di rischio chimico in occasione di episodi di intossicazione in piscine pubbliche. Lei ritiene che i toni talvolta allarmistici con cui sono presentati tali casi siano giustificati da un reale rischio diffuso per la salute dei bagnanti?
Se parliamo di rischio chimico probabilmente Lei si riferisce a incidenti nella gestione degli impianti, che hanno generato fuoriuscite di prodotti che possono aver intossicato lo staff e gli utenti.
Una gestione attenta e professionale degli impianti è in grado di prevenire adeguatamente queste fattispecie, ed inoltre la predisposizione di procedure di gestione delle emergenze, con la relativa formazione del personale, consente di limitare i rischi proteggendo adeguatamente dallesposizione le persone.
Cosa prevede la normativa tecnica in materia?
Dal punto di vista della concentrazione in acqua e nellambiente la normativa è in evoluzione. In generale i valori di cloro combinato ammessi in vasca sono in progressiva diminuzione in tuttEuropa, mentre si inizia a prestare attenzione anche alle caratteristiche dellaria delle vasche coperte.
Dal punto di vista della gestione sicura, da gennaio 2009 è disponibile la UNI EN 15.288 che alla parte seconda fornisce un elenco completo dei rischi da considerare in piscina, incluso il rischio chimico, e fornisce interessanti linee guida sulla predisposizione di efficaci sistemi di gestione degli stessi.
In tema di normazione dinamica per le piscine, Lei proporrà anche una sessione sugli aggiornamenti dellultimo anno. Può illustrarci, brevemente, quali importanti novità normative sono state introdotte?
Interessante per gli operatori è la nuova norma UNI 11321Attività sportive non agonistiche e servizi negli impianti natatori - Requisiti e qualità, che sarà illustrata dalla dott. Lucia Colitti dello IUSM, che ne ha seguito lo sviluppo. Parleremo poi delle nuove ISO 20712 sulla segnaletica di sicurezza in ambiente acquatico, e delle modifiche apportate in sede di revisione periodica quinquennale alle EN 1069 sugli acquascivoli ed alle parti prima e terza della EN 13.451 sui componenti per piscine.
Credo che tutte queste novità confermino un approccio dinamico alla normazione, un interesse esteso in tutti i paesi membri del CEN ed il fatto che la normazione oggi rappresenta realmente lo stato dellarte anche nel nostro settore

Intervista a Fabrizio Fabbri e Osvaldo Casanova , che terranno, nell'ambito degli " Eventi Open " aperti al pubblico, la sessione sulla comunicazione applicata al mercato della piscina: " Comunicare il proprio business. Strategie efficaci per un brand di successo per i costruttori di piscine "
Nel discutere insieme in merito allintervento che terrete durante ForumPiscine, è emersa più volte limportanza per le aziende di distinguersi allinterno del mercato. Dunque, creare una campagna pubblicitaria in grado di distinguersi, e di colpire, è più importante che mostrare il prodotto? Perché?
La comunicazione pubblicitaria nasce come comunicazione di prodotto, una comunicazione pratica e realistica basata sul singolo prodotto da sponsorizzare. Nellera moderna, la pubblicità è diventata sempre più figurativa, emozionale e vuole mostrare non più solo il prodotto, ma lanima dellazienda, la sua essenza nascosta.
La comunicazione pubblicitaria non vuole più solo mostrare il prodotto singolo, ma lintera azienda, la sua marca, ovvero il valore che lazienda dà a se stessa e ai suoi prodotti. Il passaggio importante, e quasi obbligato, da compiere per essere competitivi sul mercato è dunque questo: comunicare non più solo il prodotto, ma la marca. E la marca è lanima, lidentità dellazienda.
Mostrare il singolo prodotto significa mostrare il qui e ora di unazienda, ma creare una marca distinguibile e ricordabile allinterno del mercato significa creare una campagna pubblicitaria che parla dellazienda oggi, ieri e domani, ovvero rimane valida oltre il prodotto singolo, valida per i prodotti e per i servizi che verranno forniti anche in futuro.
Ci sono alcune campagne pubblicitarie storiche, di grande prestigio, che porterete a esempio durante la sessione, qual è la cosa più importante che si può imparare dai marchi di grande successo?
Dai grandi marchi si possono imparare due cose principali: la capacità di distinguersi allinterno del mercato e quella, ancora più importante, dellattenzionalità, ovvero la capacità di una pagina pubblicitaria di attirare lattenzione.
Se una campagna pubblicitaria è ben riuscita, sarà in grado di colpire lattenzione quel tanto che basta per essere osservata, letta e, soprattutto, ricordata. E questo si ottiene creando un rapporto dialettico tra deadline e visual, ovvero tra titolo e immagine. Se il titolo è in antitesi con limmagine, invece che spiegarla, attira maggiormente lattenzione, crea una tensione emotiva, stimola il pensiero e si fa ricordare.
Non tutte le pagine pubblicitarie riescono a raggiungere il loro scopo, ovvero richiamare clienti o potenziali clienti; esistono delle regole base da seguire per la creazione di una pagina pubblicitaria di successo, a parte scegliere la rivista più adeguata al proprio prodotto?
Le regole sono molte e, in massima parte, dipendono anche dal settore di riferimento e dal tipo di comunicazione scelta
In linea generale, le più importanti sono tre. La più importante riteniamo sia la cosiddetta Unique Selling Proposition, ovvero la scelta di veicolare un solo messaggio per ogni comunicazione. Scegliere la cosa più importante tra quelle che si vogliono comunicare e comunicarlo con chiarezza e coerenza, in relazione al target che si vuole conquistare e al momento specifico.
Ad esempio, una marca che veicola eleganza, classe e distinzione non può veicolare contemporaneamente anche altri valori senza rischiare, creando confusione, di non raggiungere la domanda. La seconda regola è quella detta aspirazionale e indica la capacità di una comunicazione pubblicitaria di creare laspirazione e il desiderio di appartenenza al mondo creato dalla pubblicità; nellesempio appena fatto, quella di appartenere a un mondo elegante, raffinato, di distinzione anche sociale. Lultima, tra le più importanti, è quella che abbiamo descritto prima in merito al rapporto dialettico tra deadline e visual, ovvero limportanza di creare un titolo e unimmagine in contraddizione tra loro che attirino maggiormente lattenzione.
Queste tre regole determinano il posizionamento della marca allinterno della domanda, ovvero il modo in cui una campagna di advertising riesce a rivelarsi attentiva, memorabile, e soprattutto collegata alla marca. Infatti, se la campagna pubblicitaria viene ricordata, ma non viene collegata a quella specifica azienda o al prodotto sponsorizzato, allora la comunicazione è comunque fallita.
Un esempio è fornito da alcune campagne pubblicitarie che, utilizzando testimonial famosi, hanno finito per diventare spot indimenticabili a discapito del prodotto. Magari lo spot è ricordato nei dettagli, ma alla domanda quale era il prodotto o lazienda sponsorizzata?, la maggior parte del pubblico non sa rispondere.
In che modo una agenzia di comunicazione può essere di aiuto alle aziende nel creare un marchio e una campagna di successo?
Una agenzia di comunicazione è un professionista. Se volete creare un book fotografico professionale, vi rivolgete a un fotografo; se volete una dentatura perfetta a un dentista; se desiderate un consiglio legale a un avvocato. Per la comunicazione vale lo stesso discorso: se si vuole creare una campagna pubblicitaria di successo, che sia attentiva, memorabile e collegata alla marca, un professionista del settore può sicuramente rappresentare un valido aiuto.

Intervista a Laura Bano , che interverrà al congresso di ForumPiscine 2010 nel percorso " Aquatic Management " tenendo la sessione " Efficienza energetica e fonti rinnovabili per la sostenibilità dei centri sportivi ".
Dott.essa Bano, secondo la sua personale esperienza, qual è il primo consiglio che darebbe a un gestore di piscina che voglia avvicinarsi al mondo delle energie rinnovabili?
Sicuramente far fare un audit energetico della struttura da un professionista qualificato, che possa fornire elementi utili per la valutazione di opportunità di risparmio e di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili mirate per il caso in esame.
Quale è il vantaggio principale che tale gestore può ottenere da questa conversione?
Dallutilizzo delle fonti rinnovabili e dagli interventi di efficienza si hanno, per i gestori, molteplici vantaggi: risparmio energetico ed economico, benefici ambientali, leva comunicativa e di marketing. Chiaramente sono poi evidenti gli impatti sociali positivi in termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera.
Quale è, tra le diverse tecnologie rinnovabili, quella più utilizzata nei centri con piscina nel nostro paese? Secondo lei, per quale motivo?
Sicuramente nelle piscine la tecnologia più utilizzata è quella del solare termico, perché è la più adatta alle esigenze di quella tipologia di strutture e anche perché spesso le strutture sportive hanno aree da destinare allinstallazione dei pannelli solari termici. Lo stesso si può dire per il fotovoltaico, che al momento risulta particolarmente conveniente grazie agli incentivi del Conto Energia. Infine, si prestano bene allutilizzo nelle piscina anche i sistemi di cogenerazione e le pompe di calore.