Surfaces, l’intervista integrale al curatore Lorenzo Zanetti


Inserita tra gli eventi clou di ForumPiscine 2017, l’inedita esposizione “Surfaces”, che verrà inaugurata giovedì 16 febbraio al padiglione 19 della Fiera di Bologna, è un’imperdibile occasione per intraprendere un appassionante viaggio alla scoperta dell'abilità artigiana, della tecnologia e del design italiano (e non solo) nella lavorazione di pietre e ceramiche. I materiali, cioè, che conferiscono a ogni piscina la propria unicità. A raccontare la mostra è il curatore di “Surfaces”, l’architetto Lorenzo Zanetti, intervistato da ForumPiscine.

Architetto, quali sono le finalità della mostra Surfaces, che curerà all’interno di ForumPiscine 2017?

Le finalità sono molteplici, ma in primo luogo l’obiettivo è proporre ai visitatori della mostra una serie di "pezzi" che mostrino le variegate possibilità di finitura per l'ambiente piscina che i materiali lapidei e ceramici oggi consentono. E fare questo evidenziando, parallelamente alle storiche capacità artigianali delle aziende italiane, le ultime innovazioni tecnico-produttive, nonché le evoluzioni in termini di "design" dell'immagine - prodotto

Misurarsi con una mostra di materiali lapidei e ceramici per piscina non è un’impresa semplice. Quali criteri ispireranno il suo allestimento?

Innanzitutto cercherò di "dare la ribalta" ai pezzi esposti, senza fare una "mostra dell'esposizione". Mi spiego meglio: ritengo che in qualsiasi esposizione il "contenuto", cioè il materiale esposto, debba risaltare rispetto al "contenitore", o comunque al "sistema espositivo", che deve servire a valorizzarlo senza rubargli la scena. Il risultato ideale si ha, a mio parere, quando si riesce a confezionare un allestimento che sia minimalista, "armonico" e "congruo" rispetto agli oggetti in mostra. A questo fine tende l'utilizzo di materiali, colori e forme "basici" che ho scelto per realizzare i "totem" espositori, che devono tra l'altro consentire sia la vista dei "pezzi" reali, tridimensionali, che quella delle immagini degli stessi in ambientazioni reali, a mezzo di grandi riproduzioni fotografiche.

Per poter riunire queste due diverse modalità ho ipotizzato appunto la costruzione di una serie di "totem" composti da piani bidimensionali e volumi tridimensionali, che consentano una esposizione di materiale fotografico ad altezza "occhio" del visitatore, e di "pezzi" lapidei o ceramici immediatamente sottostanti, con un collegamento diretto e non gerarchico... spero di esserci riuscito.

Pietra e ceramica si prestano a progetti di piscina e più in generalealla creazione di manufatti capaci di armonizzare “aura” locale e fascino universale: come riuscirà a rendere questa originale sintesi nella realizzazione della mostra Surfaces?

Beh, naturalmente il merito, più che mio, sarà dei materiali esposti..

E per materiali intendo anche quelli fotografici, da cui il visitatore potrà percepire chiaramente l'effetto finale e complessivo dato dall'utilizzo dei singoli pezzi esposti. Avendo ben chiari i risultati di eccellenza estetica che si possono raggiungere utilizzando al meglio delle loro potenzialità i materiali lapidei e ceramici, non ho dubbi sul fatto che l'unione tra la percezione reale, materica, dei singoli pezzi, e quella visiva delle realizzazioni complete fotografate, renderà al meglio la sintesi citata.

Sintesi che peraltro condivido pienamente, e che espliciterei ulteriormente in questi termini: quali materiali più di quelli lapidei e ceramici connotano nel nostro immaginario storico-psicologico collettivo l'immagine di piscine, terme, zone benessere e simili? La risposta ritengo sia chiaramente: nessuno. E, legata a questo archetipo, risulta naturalmente massima anche la possibilità di armonizzare il "manufatto" piscina con l'intorno, naturale o costruito esso sia.

Andiamo oltre la mostra Surfaces: la ricerca formale e tecnica che ha interessato la lavorazione dei materiali lapidei come ha cambiato l’approccio dei progettisti all’uso di questi materiali?

Sicuramente le potenzialità espressive di questi materiali si sono decisamente ampliate nel corso degli ultimi anni. Basti pensare che i nuovi macchinari consentono lavorazioni un tempo impossibili, con implicazioni da un punto di vista tecnico (spessori, precisione di tagli e lavorazioni, trattamenti, etc) che portano, di conseguenza, a nuove possibilità formali ed estetiche.

Credo che la sempre maggior diffusione "reale" degli "ambienti" piscina e spa/benessere e del loro utilizzo, unita ad una esponenziale maggior visibilità "virtuale", assicurata dalla diffusione di immagini a mezzo di riviste, internet, fiere, mostre, etc, abbiano portato ad innescare una spirale virtuosa: disponibilità di confronto tra svariate situazioni → richiesta/ricerca di soluzioni "nuove" e originali → parallelo impegno in tal senso di progettisti e aziende, che si sono "stimolati" vicendevolmente spingendosi continuamente oltre il "già visto-già fatto".

L'approccio dei progettisti è quindi, a mio parere, figlio del processo sopra descritto. Un mix di "creatività originale", di "nuove richieste/aspettative della committenza" e di "nuove possibilità tecniche", in un ordine che può essere cambiato senza cambiare il risultato, come è accaduto in tanti altri campi oggetto di un progresso tecnico-formale.

Cercare di spingere la ricerca formale sempre un po' più in là, sapendo che la tecnica lo consente o, magari, lo consentirà, grazie all'impegno di aziende evolute, e consapevoli che il pubblico è "aperto" e preparato a soluzioni innovative (o addirittura le richiede).

Il massimo per qualsiasi progettista!

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